Storia

BREVE RESOCONTO STORICO DELLA FONDAZIONE

La Fondazione DEM (Diabete, Endocrinologia, Metabolismo) è stata costituita nel 1989, ma è stata una diretta filiazione di organizzazioni precedenti, scaturite dall’iniziativa del gruppo di ricerca diabetologica ed endocrinologica operante nella Clinica Medica II dell’Università di Roma “La Sapienza”, guidato all’inizio dal Prof Cataldo Cassano, clinico medico, e successivamente dal Prof Domenico Andreani, professore ordinario di endocrinologia e malattie metaboliche dal 1972. 

Facevano parte del gruppo i Proff. Guido Menzinger, Francesco Fallucca, Guido Tamburrano, Umberto Di Mario, Paolo Pozzilli, Sergio Gambardella, Aldo Maldonato cui si univano successivamente i Proff Marco Baroni, Raffaella Buzzetti, Francesco Dotta, Andrea Giaccari, Giuseppe Pugliese, Paolo Sbraccia, Elio Vecci. Si sono associati al gruppo anche i Dott Alessandra Baldelli, Fabrizio Barbetti, Claudio Blasi, Gisella Cavallo, Paolo Ciampalini, Simona Frontoni, Patrizia Gargiulo, Alberto Lala, Frida Leonetti, Nicola Locuratolo, Susanna Morano, Angela Napoli, Flavia Pricci, Ernesta Sciullo, Maurizio Sensi, Alberto Signore, Vincenza Spallone ed i tecnici ricercatori Emanuela Anastasi, Ercole Mazzei, Claudio Tiberti.

Nel corso degli anni si sono trasferiti all’estero, negli USA ed in Inghilterra, Mario Di Girolamo, Diego Bellabarba, Riccardo Perfetti, Vincenzo Cirulli, Laura Crisà, Antonio Pantaleo, Giulio Romeo.

Molti altri membri del gruppo, dopo un soggiorno più o meno lungo all’estero, sono tornati a Roma a dirigere importanti progetti di ricerca.

Merita ricordare, che in una fase preliminare, nel 1983, si era costituita la “Associazione Italo-Britannica per lo studio e la prevenzione delle complicanze del diabete mellito”.

Per impulso speciale di Paolo Pozzilli, l’Associazione godeva dell’attiva collaborazione dell’Ospedale San Bartolomeo di Londra, in cui emergevano sul piano internazionale i Proff Andrew Cudworth, Michel Besser, Edwin Gale e più tardi David Leslie. Altra connessione importante dello stesso periodo è stata realizzata da Umberto Di Mario con il Prof James Irvine della Facoltà Medica dell’Università di Edinburgo. Presidente dell’Associazione Italo-Britannica era stato all’ inizio il Prof Domenico Andreani, indi l’Ambasciatore Roberto Ducci e poi il Prof Luigi Gedda, con uffici ospitati per un breve periodo in Roma nell’Istituto G. Mendel, in Piazza Galeno 5. 

Scopi dell’Associazione erano: “attività di ricerca divulgativa, promozionale, organizzativa, volta ai meccanismi causali delle complicanze vascolari del diabete mellito, nonché alla prevenzione delle stesse complicanze”. L’Associazione Italo-Britannica si era fatta parte attiva nell’organizzare il XX Congresso dell’European Association for the Study of Diabetes (EASD) tenutosi in Roma nel settembre 1986, essendone Presidente il Prof. Domenico Andreani, cooperando in pieno con le iniziative del Comitato Organizzatore del Congresso. Una delle attività più singolari dell’Associazione Italo-Britannica è stato il connubio celebrativo fra gli Istituti di Clinica Medica II e l’Ospedale San Bartolomeo di Londra, culminato con una serie di attività culturali e ricreative (concerti musicali), alcuni dei quali tenuti nella stessa Chiesa dì San Bartolomeo sull’Isola Tiberina, da cui aveva preso il nome l’ospedale londinese in seguito al voto emesso dal monaco Rahere; questo monaco si era convinto di essere stato guarito dall’acqua, ritenuta miracolosa, contenuta nel pozzo all’interno della Chiesa, ed aveva promesso di costruire nella sua città un ospedale per i bisognosi in onore di San Bartolomeo.

Nel 1988 l’Associazione Italo-Britannica cambiava denominazione nel Centro Internazionale per lo Studio del Diabete (CISD). 

In pratica il nuovo Centro proseguiva l’attività e la politica culturale della precedente Associazione. Presidente ne diveniva il Prof Guido Menzinger e più recentemente il Prof Francesco Fallucca. Nel corso delle attività dell’Associazione Italo-Britannica, e poi del CISD maturava l’idea di costituire a latere una Fondazione senza fini di lucro che coltivasse in particolare le attività più specificamente culturali e scientifiche del gruppo, allargando gli interessi a tutta l’Endocrinologia. al Metabolismo in genere, alla genetica e più in generale alla medicina interna. Si perveniva pertanto alla costituzione della Fondazione Diabete, Endocrinologia e Metabolismo (D.E.M.) (luglio 1989) che veniva riconosciuta dal Ministero della Sanità come Ente Morale non a fini di lucro in data 22 maggio 1991 (G.U. n.143 del 20.06.1991).

Da quel momento CISD e DEM hanno percorso un iter parallelo sia sul piano culturale che operativo. Il CISD è stato in grado di svolgere attività di ricerca anche in virtù di convenzioni, contratti e collaborazioni con altri Istituti ritenuti adatti ai propri fini. La Fondazione invece ha avuto ed ha il compito di svolgere attività culturali, educative, di aggiornamento scientifico di più ampio respiro, e può beneficiare soltanto di donazioni. Gli statuti e le strutture portanti delle due organizzazioni sono ben definite e distinte, e sono in attiva operatività a tutt’oggi. Gli organi direttivi e costitutivi figurano negli statuti, insieme agli scopi più specifici delle due organizzazioni. 

Per quel che concerne più direttamente la Fondazione DEM è stato fornito un resoconto più dettagliato delle attività già svolte e di quelle in itinere. Mercé l’acquisto, autorizzato dalle autorità competenti, di un appartamento situato al 2 piano dello stabile di Largo E. Marchiafava, 1 (00161 Roma), la Fondazione si è sistemata nei locali in base alle sue necessità operative. In data 15 gennaio 1990 la Fondazione dava inizio ufficiale alle attività, in aggiunta di quelle già da tempo avviate, con il bando di borse di studio a giovani laureati e con la programmazione di diverse iniziative culturali.

Da quella data ad oggi si sono succedute riunioni del Consiglio di Amministrazione con scadenza di una o più sedute ogni anno per la formulazione dei programmi, le decisioni conseguenti, l’approvazione dei bilanci consuntivi e preventivi. Ogni anno è stato inviato un resoconto delle attività al Ministero della Sanità (Ufficio Enti Morali) e successivamente, in seguito ad una decisione ministeriale, alla Prefettura di Roma; si è anche data regolare notizia delle attività istituzionali. Del comitato d’onore hanno fatto parte e ne fanno parte illustri personalità provenienti dal mondo politico, da settori della vita sociale e dal mondo scientifico nazionale ed internazionale. Merita segnalare i nomi di personalità scomparse che hanno dato lustro alla fondazione: S.E. Principessa Elvira Pallavicini, Prof. Joseph Hoet, Prof. Antonio Ruberti, Prof. Pietro Scoppola, Prof Aldo Visalberghi, Domenico Fazio, Prof Gary Striker, Prof. Alessandro Beretta Anguissola, Prof. Everardo Zanella.

La Fondazione è stata dotata di una biblioteca contenente le principali riviste nazionali ed internazionali di endocrinologia, metabolismo e diabetologia.

Alle scadenze previste dallo Statuto le cariche sono state regolarmente rinnovate e si è provveduto all’integrazione con nuovi membri in sostituzione di quelli venuti a mancare. Le riserve economiche della Fondazione sono state di varia provenienza: contributi di privati, convenzioni per attività di ricerca e per attività editoriali nazionali ed internazionali, donazioni da parte della Juvenile Diabetes International Foundation (New York), Lions Club, Banca di Roma, Banca d’Italia e più recentemente dalla sovvenzione derivante dal 5 per mille. 

I provvedimenti esecutivi delle delibere sono stati effettuati in genere su base volontaristica; per l’attività segretariale si è provveduto a compensi a personale idoneo, erogato a seconda delle leggi vigenti. I bilanci si sono chiusi favorevolmente grazie alla oculata gestione. In data 18 Aprile 2008 si è provveduto ad un atto modificativo della Fondazione con lo scopo di precisare le caratteristiche di ONLUS. La Fondazione è inclusa negli enti in grado di fruire del contribuito del 5 per mille.

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